Tutti a scuola conoscevano i Doutreleau. Il padre aveva una fattoria. Yann era il settimo figlio. Gli altri sei erano tutti gemelli. Divisi per coppie. I due maggiori avevano quattordici anni, quelli dopo tredici, i più piccoli undici. […] Erano tutti alti per la loro età, però magri, probabilmente malnutriti. E senza alcun appetito per la scuola. Yann era arrivato solo, per ultimo. Come il punto fermo alla fine di una frase.
In una zona della campagna francese, isolata e povera, vive una famiglia numerosa e in situazione di grande disagio. I genitori, piegati dalla vita, sono terribili, e trattano i sette figli senza affetto, quasi fossero animali da fatica: si tratta di due gemelli di 14 anni, due gemelli di 13, due gemelli di 11, e un ultimo arrivato, Yann, di 10, solo e minuscolo. Sembra quasi un neonato da quanto è piccolo, e non parla. Però ha un potere: comunica con la mente, e ha un istinto infallibile. Una notte Yann si alza dal letto che divide con i due gemelli più grandi, sente che c'è qualcosa che non va. Origliando alla porta dei genitori, sente dalla voce del padre una cosa che non avrebbe mai dovuto sentire. Corre a svegliare i fratelli, li fa alzare, e sotto la pioggia battente li mette in marcia, in fuga, lontano da lì, chissà verso dove…
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