L'unica via d'uscita

Terre di Mezzo, 2025, traduzione di Samanta K. Milton Knowles
Io avevo proprio una brutta sensazione in quel momento. Proprio brutta. 
Non sentivo Krister, ma sentivo Sacke. Sentivo Sacke ridere e strillare. E sentivo Crabbe e Goyle e i versi che facevano. Come lupi appena scappati che finalmente avevano trovato una preda da abbattere e azzannare alla gola e fare a pezzi. 
Per Kaj il fratellone Krister è un vero mito: conosce tutto, sa fare tutto, è irraggiungibile, un esempio perfetto. Solo una cosa non sa proprio fare, e Kaj ci mette un po' a capirlo. Krister non sa e non vuole essere come gli altri. È strambo, sta sempre da solo, non gli interessano i giudizi dei coetanei, e nemmeno le prese in giro. 
Improvvisamente Kaj scopre il lato nascosto della vita del fratello: sempre più spesso è vittima prima di scherzi, poi di vere e proprie angherie, e di violenze crescenti, in particolare dalla banda di Sacke. 
Prova a parlargli, ma Krister minimizza, non vuole aiuto né da lui né da adulti. Va bene così, dice. Ma non per Naima, la coraggiosa migliore amica di Kaj, che inizia a progettare la vendetta. 

Commenti

Avatar Elena Ahmed
Elena Ahmed
24/08/2026 13:49 - Vigevano. "Gianni Cordone"

Perché ha senso leggerlo?

Insegna il comportamento giusto tra fratelli, in società, e bisogna sempre chiarire certi comportamenti.

Avatar Nududici
Nududici
14/08/2026 16:28 - Vigevano. "Lucio Mastronardi"

Perché ha senso leggerlo?

Krister e Kaj sonó due fratelli diversissimi nel carattere e nel modo di affrontare le cose, eppure il legame tra loro é il filo che tiene insieme tutta la narrazione.Kay é il personaggio di piú:la sua ingenuità il suo modo semplice e concreto di cercare una spiegazione logica a ogni cosa lo rendono simpatico e vero. É attraverso i suoi occhi che il lettore vive la storia,e non è difficile affezionarsi a lui. Il tema centrale é il bullismo,affrontato con coraggio e delicatezza.Oskar Kroon non lo tratta in modo pesante o didascalico ma lo porta sulla pagina con naturalezza. Il libro non risulta mai pesante:l’autore é bravo a raccontare la verità con leggerezza, e certi momenti come il padre e la sorprendente risposta di quest’ultimo riescono a essere al tempo stesso esilaranti e profondi,esattamente come dovrebbe fare,ogni buona storia per ragazzi.

In una riga?

Un libro che insegna quanto sia importante il dialogo,il coraggio di essere se stessi e la capacità di chiedersi,di fronte all’ingiustizia.