Il gioco della salamandra

Mondadori, 2024
-Preferirei di no- dice Olivo con calma, guardando la finestra alle spalle della commissaria.
-Cosa intendi? Cos'è che non vuoi fare?-
-Quello che sta per chiedermi.-
Olivo ama i libri e legge cinquecento pagine in tre minuti e venti secondi spaccati; pronuncia soltanto seicento parole al giorno (non una di più né una di meno e gli “uh, uh” di assenso non contano); impara e ricorda tutto; parla lingue che ha sentito un sola volta; ha una stupefacente capacità di cogliere nessi, memorizzare e immagazzinare dati, e non tollera chi sbaglia i congiuntivi.
Dopo l'incidente che gli ha portato via i genitori e da cui lui è scampato, il destino gli ha lasciato in dote una serie di capacità quasi paranormali, e lui è cambiato. Più di una volta Olivo è sparito nei boschi per settimane, per poi ricomparire, sempre, con bambini e ragazzi scomparsi o rapiti.
Per questo la commissaria Sonia Sperlari lo va a cercare nelle comunità controllate in cui passa le sue giornate, egli chiede di aiutarla a cercare quattro ragazzi di Torino svaniti nel nulla. 
Olivo all'inizio è titubante, ma il patto è presto chiuso: in cambio del suo aiuto nell'indagine avrà tutto ciò che ha chiesto, in ordine: menù di riso in bianco con burro; stanza non condivisa ma con i propri libri; 35 euro a settimana; nessun obbligo di usare cellulare, tv o computer; un posto di archivista in biblioteca e cinque Chupa Chups al giorno.
In realtà Olivo ha acconsentito solo per salvarsi la pelle da giovani criminali che lo hanno preso di mira in comunità. Per un po' non ci dovrà pensare: frequenterà da infiltrato il liceo dei ragazzi scomparsi e provvisoriamente alloggerà in casa di Sonia... 

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