L’ultimo dei Comanche

La Nuova Frontiera Junior, 2020
Quei Bianchi non risparmiano nessuno e il loro unico obiettivo è cacciarci per sempre dalle pianure. Gli zoccoli dei loro cavalli fanno turbinare la sottile coltre di neve, avvolgendoli in un alone bianco e fantomatico. Non gridano mentre si lanciano all’assalto ma si dirigono verso di noi rapidi come il vento.
Dicembre 1860, un gruppo di ranger a cavallo si lancia all’assalto dell’accampamento dei Nokoni ai piedi dei monti Wichita in Oklahoma. Solo Kwana, il figlio del grande capo, e Pecos, suo fratello minore, riescono a scappare. La loro madre, una donna bianca, e la sorellina appena nata vengono portate via; tutti gli altri uccisi. Kwana e Pecos riescono a raggiungere il resto della tribù all’accampamento invernale, ma l’accoglienza non è quella sperata. La disperazione per i morti, il timore che i ranger seguano le loro tracce fin lì, il loro sangue misto, quella madre mai accettata dalla tribù, ora scappata con i bianchi, oscurano la gioia del loro ritorno. Come fare per riconquistare la loro fiducia? Sono solo le prime difficoltà che Kwana dovrà affrontare per diventare Quanah, il grande guerriero che, mentre la guerra delle grandi pianure tra ranger e nativi americani si fa sempre più spietata, sarà costretto a scegliere se continuare a far combattere il suo popolo fino alla morte in nome della libertà o se rinunciare e accettare di spostarsi nelle riserve, modificando definitivamente il modo di vivere suo e delle sue tribù. Questa è la storia vera dell’ultimo grande capo dei Comanche.
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Commenti

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I_m
26/09/2022 17:39 - Vigevano. "Lucio Mastronardi"

Perché ha senso leggerlo?

ha senso leggerlo perchè racconta la storia vera dei comanche

Se questo libro fosse un luogo?

In una riga?

è molto bello lo consiglio di leggere

Avatar marco
marco
01/09/2022 21:52 - Vigevano. "Gianni Cordone"

Perché ha senso leggerlo?

Ha senso leggerlo perché parla di una storia vera e ti fa riflettere su quello che succedeva in passato e su quello che succede ancora adesso

In una riga?

Parla di una realtà ingiusta

Se vuoi, scrivi un messaggio per chi lo ha scritto

Libro molto educativo, perché rispecchia delle cose che succedono ancora adesso e ti fa capire che con il passare del tempo non è cambiato tanto da quello che succedeva.

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Luna
29/06/2022 10:02 - Vigevano. "Gianni Cordone"

Perché ha senso leggerlo?

Questo libro racconta del periodo in cui i nativi americani, i famosi Pellerossa venivano perseguitati dai Bianchi, che li sterminavano senza pietà. Tuttavia non è il solito elenco di fatti; ma una storia intricata raccontata dal punto di vista di Kwinhai, un grande capo guerriero comanche, che, insieme al suo villaggio e a tutti gli abitanti della prateria, subisce questa insensata condanna. Quando ho letto queste pagine mi sono completamente immedesimata in Kwinhai; mi sono ritrovata in quella pianura, in quei villaggi, in quei paesaggi descritti così bene; ho provato tutte quelle tristi e speranzose emozioni che hanno tormentato molto tempo fa i popoli Pellerossa. Parlando invece di struttura del libro, trove che sia bene organizzato, dividendo i sogni dalla realtà, i pensieri dei Bianchi da quelli Comanche etc. Tra l'altro mi è piaciuta molto la lunghezza dei capitoli, che non era eccessiva, come in molti dei libri che ho letto, rendendoli leggeri e facili da leggere; senza dover fare quella cosa che odio mentre sto leggendo, ovvero quella di lasciare un capitolo a metà, per esempio quando la sera è tardi e ho iniziato un capitolo troppo lungo da finire in 5 minuti... L'unica cosa che non mi è piaciuta è stata la fine, che ovviamente ora non vi svelo, ma che secondo me è stata un po' troppo diretta.

In una riga?

Un brodo di emozioni confuse che raccontano la storia di Kwinhai, coraggioso guerriero comanche deciso a battersi per la libertà del suo popolo, troncata dal più forte dei predatori, i Bianchi.

Se vuoi, scrivi un messaggio per chi lo ha scritto

Grazie per avermi aperto una luminosa finestra sulla storia di questi popoli che da tanto mi affascinano. Ho letto la "nota dell'autrice" a fine libro ed è sorprendente come da due menti che si incontrano possa venire fuori un romanzo così bello!

Ti è venuta in mente qualche altra storia che per qualche motivo ci assomiglia?

Io non ho letto molto sui Pellerossa prima d'ora, infatti l'unico libro che mi viene in mente è quello di Peter Pan, quando parla degli Indiani d'America.